Dato che i figli ibridi possiedono 63 cromosomi dispari, non possono più essere ripartiti equamente. Il cavallo domestico ha 64 cromosomi, mentre l’asino domestico ne ha 62. Tutti questi ibridi sono sterili, poiché le specie del genere Equus hanno un diverso numero di cromosomi. Anche se meno comuni, qualcuno è riuscito a incrociare degli Asino asini domestici con varie specie di zebra, ottenendo i zebrasini, chiamati anche zonkey.

L’Equus asinus, la specie domestica più tipica dell’Europa, in base a numerosi studi, pare discendere dall’“Equus africanus”, specie più primitiva ed ancora presente nel Nord-Africa. Tifone aveva pure testa asinina, e in sua vece gli abitanti di Copto lanciavano un asino in un precipizio (Plut., De Is. et Osir., 30). L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo (v.). La carne dell’asino è buonissima e, come quella del cavallo, quando trattasi di animali giovani e ben nutriti, viene già largamente consumata e usata nella confezione di salumi.

  • Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia.
  • Possiede una criniera corta e a punta, e delle orecchie molto grandi rispetto al resto del corpo.
  • Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente.
  • Il suo allevamento è oggi poco diffuso, anche se negli ultimi vent’anni si sta riaffermando, grazie a nuovi ruoli sia economici, che ludici e sociali.
  • Si servono dell’acqua contenuta in tutte le piante che mangiano, poiché bevono poco e possono permettersi di non bere da fonti d’acqua che gli sembrano poco pulite.

Infatti è una sottospecie dell’asino selvatico africano, che è stato poi addomesticato. Per millenni usato nei più vari lavori oggi viene sempre più sostituito dai mezzi meccanici. In Europa, invece, l’asino venne importato intono all’Età del Bronzo o a quella del Ferro, poiché è proprio a questo periodo che si fanno risalire i primi ritrovamenti realizzati nel Vecchio Continente, che attestano la presenza dell’asino nelle comunità umane dell’epoca. L’asino è un animale molto diffuso nel mondo, differenziatosi nella propria filogenesi in varie specie e razze. Reinach (Cultes, mythes, religions, IV, Parigi 1912), la leggenda di Marsia adombrerebbe il sacrificio di un asino sacro, e Mida, il quale era della razza dei Sileni, ha le orecchie d’asino (Philostr., Vita Apoll, VI, 27, 2).

La Persia; l’Emione o Gigghetai o Kulan (E. hemionus Pall.), alto circa m.1,15, diffuso in località anche montagnose del Turkestān, della Mongolia, della Cina settentrionale-occidentale, della Siberia meridionale; il Kiang (E. kiang Moorcroft), alto circa m. Gli asini selvatici asiatici sono principalmente fulvi, hanno differenti abiti per la stagione buona e cattiva; mancano sempre della croce scura sulle spalle e della striatura trasversa sugli arti. I sardo-punici hanno iniziato a prendere sul serio l’attività di allevamento sia per usarlo poi nei campi, sia per il trasporto. I primi asini addomesticati sono stati quelli della Numidia, in Europa sono arrivati nel Neolitico mentre in Asia convivono con altre specie equini molto simili come l’Ermione (Equus hermionus) e l’Onagro (Equus onage).

Asino sardo libretto verde

Può muovere le orecchie in tutte le direzioni, che usa per rinfrescarsi. Possiede una criniera corta e a punta, e delle orecchie molto grandi rispetto al resto del corpo. È docile, e in grado di attraversare percorsi scoscesi, come le mulattiere, senza problemi. L’asino è più piccolo del cavallo, ha la testa più grande e lo zoccolo più sottile. L’asino appartiene alla stessa famiglia del cavallo, ma è più piccolo e docile. L’asino o somaro è un mammifero della famiglia delle Equidae e della sottofamiglia delle Equinae.

Oltre che in Egitto e in Europa, altre scoperte paleontologiche hanno dimostrato la presenza dell’asino anche nelle zone della Mesopotamia, della Siria, della Persia, in Russia ed in Mongolia. I primi dati e reperti risalenti alla domesticazione dell’asino si sono ritrovati nella zona della Numidia e del Basso Egitto e risalgono al periodo compreso fra il 7.000 e il 4.000 AC, segno della profonda storia che lega l’uomo a questo animale fin dai tempi più antichi. Il mulo, ossia l’incrocio fra un asino e una giumenta, pare abbia fatto la sua prima apparizione nell’Asia Minore subito dopo l’immigrazione mongola. Il colore del manto è vario, l’altezza del garrese varia da 75 cm a 150, secondo le razze, il peso varia da150 kg a 500 kg,la gestazione dura circa 12 mesi.

Ibridazione con altre specie

Il mantello è generalmente grigio, con le sue numerose gradazioni. In Egitto alla razza comune se ne deve aggiungere una molto distinta, a mantello bianco, usata anche dai signori come cavalcatura, a preferenza dei cavalli. Si tiene molto alla purezza della razza; l’animale è ben nutrito, ha taglia media da m. Quanto agli altri paesi d’Europa, il numero totale degli asini supera il milione nella Spagna; seguono la Francia, la Romania, ecc. 1,30, con testa pesante, più vivamente colorato, che abita le regioni montagnose del Tibet, Ladak, Kashmir, Yarkand.

CARATTERISTICHE DELL’ASINO

Il mulo è straordinariamente docile, forte e resistente, per cui si considera un animale particolarmente valido per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. Le razze con un manto grigio hanno anche una croce nera segnata sulla schiena, chiamata “croce di Sant’Andrea”. Simile al cavallo domestico, ma più piccolo, compatto, robusto e mansueto, l’asino domestico ha le orecchie più lunghe. Deriva dall’asino selvatico africano (Equus africanus) attraverso una selezione della sottospecie nubiana (E. a. africanus). Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In America, i paesi nei quali si trovano più asini sono il Messico e la Colombia.

Durante il periodo dei conflitti mondiali si è rivelato un aiuto prezioso poiché è stato utilizzato dai militari per il trasporto pesante di armi, munizioni e vettovagliamento vario. Se un asino maschio si accoppia con una cavalla ne nascerà un mulo. Gli asini possono riprodursi a partire dai due anni, ma quello domestico può farlo tutto l’anno mentre il selvatico solo nei periodi con clima umido.

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